Villamagna Wine Festival 2026: il rosso d'Abruzzo conquista l'estate
Il 27 giugno 2026, in uno dei giorni più caldi dell'estate abruzzese, centinaia di persone si sono strette nella Sala Civica Matteo Sanminiato di Villamagna (CH) per una domanda tanto semplice quanto scomoda: chi l'ha detto che d'estate si beve solo bianco?
È la terza edizione del Villamagna Wine Festival, organizzato dal Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo e dall'Associazione Produttori Villamagna DOC, in collaborazione con la Pro Loco Villamagna e il patrocinio del Comune. E per chi, come borGO, crede che i borghi d'Abruzzo si raccontino meglio attraverso ciò che si beve e si mangia sul posto, è stata una serata da vivere fino in fondo — dalle masterclass del tardo pomeriggio ai vinili suonati sotto le stelle dopo mezzanotte.
Il rosso si beve anche d'estate: una sfida culturale vinta
Il filo conduttore del festival non era uno slogan da comunicato stampa, era una sfida vera. Le due sessioni di masterclass guidate da Franco Santini, giornalista ed esperto di vino tra i più autorevoli in Italia, erano piene già all'apertura alle 19:30 — e sono rimaste piene anche nella seconda, alle 20:45. Dentro, un pubblico misto di neofiti e professionisti del settore, arrivati apposta a Villamagna per un percorso su temperatura di servizio, abbinamenti estivi e occasioni d'uso pensato per smontare un pregiudizio: il Montepulciano di Villamagna DOC non è un vino da inverno, è un vino da tutto l'anno.
Le degustazioni, iniziate alle 18:15, sono proseguite ben oltre le 22:00. Nessun calo di interesse, nemmeno con il caldo.

Wine The Gap: quando il vino smette di fare paura
Ad aprire la giornata, alle 18:15, la formula Wine The Gap — ideata dal Movimento Turismo del Vino Abruzzo e ormai alla seconda edizione a Villamagna. Il Professor Leonardo Seghetti ha condotto una masterclass pensata per un pubblico under 35: niente schede tecniche, niente punteggi, niente linguaggio da addetti ai lavori. Solo curiosità, sorsi e la libertà di fare domande senza sentirsi fuori posto.
Il formato, nato per i giovani, ha richiamato anche un pubblico più adulto, ugualmente curioso. Segno che il vero ostacolo al vino non è l'età: è il timore di non sapere abbastanza per parlarne.
Sette produttori, una piazza, un simbolo
Dalle 18:30 i sette produttori della denominazione — Agricosimo, Cantina Villamagna, Cascina del Colle, Palazzo Battaglini, Piandimare, Torre Zambra e Valle Martello — hanno animato le vie del centro storico con i banchi d'assaggio, separati volutamente dall'area street food per lasciare spazio a conversazioni vere tra sommelier, titolari di cantine e visitatori.
Alle 20:00, mentre il sole calava su Piazza Europa, il festival ha mostrato il suo lato più iconico: l'antica porta da Capo avvolta in un drappo rosso Villamagna DOC, ormai il simbolo riconoscibile dell'evento. Musica dal vivo, calici alzati, il photobooth a immortalare la serata — e dalle 23:00 la selezione in vinile di Alessandro Piccinino a trasformare il festival in una festa sotto le stelle.
Anche l'organizzazione ha fatto il suo: navette gratuite da Via Piana, Via Regina Margherita e Piazza 4 Novembre hanno garantito a tutti un accesso comodo al centro storico, gestendo un'affluenza in netto aumento rispetto all'edizione precedente.
Una denominazione piccola con una storia lunga quasi mille anni
Il Villamagna DOC non è un vino nuovo travestito da novità. La vocazione viticola del territorio è documentata dalla bolla papale di Niccolò II del 1059, e il nome del borgo — dal latino villa magna, grande fattoria — lo racconta ancora oggi: quasi un quarto dei 2.300 abitanti di Villamagna lavora nel mondo del vino, e quasi ogni famiglia coltiva la propria vigna.
La denominazione è stata riconosciuta ufficialmente con Decreto del 20 aprile 2011: 85 ettari tra i comuni di Villamagna, Bucchianico e Vacri, colline soleggiate esposte a sud tra i 30 e i 180 metri di altitudine, un rosso ottenuto da Montepulciano almeno al 95%, in due tipologie — Base e Riserva — per circa 80.000 bottiglie l'anno.
Numeri piccoli, riconoscimenti grandi:
Vinous (93,5 punti assegnati da Antonio Galloni),
James Suckling,
Wine Enthusiast,
AIS,
Bibenda e i
Tre Bicchieri del Gambero Rosso sia nel 2024 che nel 2025.


Le voci di chi ci crede
«Il Villamagna DOC rappresenta una delle espressioni più autentiche e promettenti del panorama vitivinicolo abruzzese. Sostenere iniziative come il Wine Festival significa dare continuità a un lavoro di valorizzazione che parte dai territori e si traduce in identità, qualità e riconoscibilità.» — Alessandro Nicodemi, Presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo
«Lavorare in sinergia con le istituzioni e con le realtà del territorio ci permette di far crescere il progetto Villamagna DOC in modo coerente, condiviso e duraturo.» — Katia Masci, Presidente dell'Associazione Produttori Villamagna DOC
Perché questo festival racconta l'Abruzzo autentico
Il Villamagna Wine Festival è la dimostrazione plastica di ciò che borGO cerca nei borghi d'Abruzzo: un territorio piccolo che, lavorando insieme — produttori, consorzio, Pro Loco, amministrazione — costruisce qualcosa più grande della somma delle sue parti. Non un evento pensato per attirare turisti di passaggio, ma un progetto culturale che parla prima di tutto a chi il vino lo fa e lo vive ogni giorno, e proprio per questo diventa autentico anche per chi arriva da fuori.
Villamagna, con le sue vigne secolari e la sua piazza che per una sera diventa il centro dell'enologia abruzzese, è esattamente il tipo di borgo che vale la pena scoprire fuori stagione, tra una masterclass e un bicchiere versato da chi quella vigna la cura tutto l'anno.
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