Autunno in Abruzzo:
Zafferano, tartufi, vendemmia e raccolta delle olive
Un autunno oltre il foliage
L'autunno in Abruzzo non è solo il foliage che illumina i boschi della Majella e del Gran Sasso. È una stagione costruita su antichi ritmi che si ripetono ogni anno, quasi sempre nello stesso ordine: prima l'uva, poi lo zafferano, poi i tartufi e infine le olive. Sono momenti di lavoro condiviso, di famiglie e cooperative che aprono le loro giornate ai viaggiatori curiosi di scoprire da dove proviene davvero il loro cibo. Ecco un viaggio attraverso questi quattro momenti, per vivere l'autunno abruzzese come lo vivono i locali.
Zafferano a Navelli: la fioritura che colora l'altopiano
Ogni ottobre, sull'altopiano di Navelli, vicino a L'Aquila, i campi si tingono di viola. È il Crocus sativus in fiore, e con esso inizia una delle raccolte più delicate dell'Abruzzo. La tradizione ne segna l'inizio il 4 ottobre, festa di San Francesco, anche se le stagioni più secche degli ultimi anni hanno spostato la fioritura verso la metà del mese.
La Cooperativa Altopiano di Navelli riunisce da oltre cinquant'anni i piccoli produttori della zona, gli stessi che producono lo zafferano L'Aquila, insignito della denominazione DOP nel 2005. I fiori vengono raccolti a mano al mattino presto, quando i petali sono ancora chiusi. Successivamente, uno ad uno, si staccano i tre stimmi rossi che vengono essiccati in giornata su legno di quercia o di mandorlo. Per produrre un solo chilogrammo di zafferano essiccato occorrono circa 250.000 fiori e oltre 500 ore di lavoro manuale.
Tartufi nella Val Trigno: un bosco che profuma d'autunno
Lungo il fiume Trigno, tra i paesi della provincia di Chieti e i boschi che si innalzano verso Pizzoferrato, Roseto e Quadri, l'autunno porta con sé un altro profumo: quello del tartufo bianco. L'Abruzzo vanta 28 diverse varietà di tartufo, un numero insolitamente elevato per l'Italia, e la valle del Trigno è uno dei luoghi in cui il Tuber magnatum trova il terreno calcareo e l'umidità necessari alla sua crescita.
Qui, andare a caccia di tartufi con un tartufaio locale segue ritmi immutabili: si parte presto, prima che il sole riscaldi il terreno e disperda il profumo, e si cammina in silenzio dietro al cane, addestrato a fiutare un aroma che nessun essere umano potrebbe mai percepire. Il tartufo viene ancora estratto con una piccola vanga tradizionale, con un movimento delicato per non perderlo.
Vendemmia: la cultura del vino che attraversa l'Abruzzo
Settembre e ottobre sono i mesi della vendemmia in tutta la regione, dalle colline intorno a Villamagna, in provincia di Chieti, fino alla campagna affacciata sull'Adriatico. Qui, le uve Montepulciano crescono in terreni sabbioso-argillosi e marnoso-calcarei, in un microclima plasmato dalla vicinanza del mare e dalla protezione offerta dai monti della Majella.
Ma la vendemmia in Abruzzo è soprattutto una cultura condivisa. Da generazioni, le famiglie raccolgono l'uva insieme, spesso a mano, spesso con vicini e parenti che si uniscono in una giornata che si concludeva sempre attorno a un tavolo. Questo modo di lavorare è ancora vivo in molte aziende vinicole della regione, dalla zona di Villamagna alle colline vicino a Teramo: basse rese, raccolta manuale su filari esposti a sud-est e sud-ovest, e un forte legame tra chi cura le viti e chi vive a contatto con esse.
Olive picking in Loreto Aprutino: home of the Dritta cultivar
A Loreto Aprutino, tra le colline dell'entroterra vicino a Pescara, si produce olio d'oliva da tempo immemorabile, quasi esclusivamente dalla varietà Dritta, autoctona che domina gli oliveti locali. Il microclima qui è ideale: dolci colline, breve distanza dal mare, un equilibrio che la Dritta sembra aver trovato secoli fa e non ha mai abbandonato.
La raccolta, che inizia in autunno, segue regole precise: le olive vengono raccolte a mano, con cura, privilegiando l'integrità del frutto rispetto alla resa. La frantumazione avviene il giorno stesso, o al massimo entro 24 ore, presso i frantoi locali, per preservare ogni sfumatura del carattere dell'olio. Il risultato è un olio rinomato per il suo equilibrio, frutto di una filiera corta tramandata di generazione in generazione a Loreto Aprutino.
RICCO DI SAPORI
Un autunno, quattro stagioni in una stagione
Zafferano, tartufi, vendemmia e olive non sono quattro eventi separati. Sono quattro movimenti dello stesso autunno abruzzese, che si susseguono da settembre a novembre, ognuno dei quali racconta la stessa storia di questa terra: lavoro lento, impegno condiviso e prodotti plasmati da un rapporto preciso con la terra. borGO accompagna i viaggiatori che desiderano vivere da vicino questi momenti, insieme alle persone che li rendono possibili ogni anno.
Cosa sapere sull'autunno in Abruzzo
Cosa si può fare in Abruzzo in autunno?
L'autunno in Abruzzo si articola in quattro momenti distinti: la raccolta dello zafferano sull'altopiano di Navelli, la ricerca del tartufo nella valle del Trigno, la vendemmia nelle zone vinicole come Villamagna e la raccolta delle olive a Loreto Aprutino. Si tratta di tradizioni autentiche, non di spettacoli allestiti per i turisti.
Qual è il periodo migliore per vivere l'autunno in Abruzzo?
Tra la fine di settembre e novembre, la vendemmia, la raccolta dello zafferano, la ricerca dei tartufi e la raccolta delle olive si sovrappongono, in un arco di tempo di otto-dieci settimane in cui è possibile vivere più di una di queste esperienze in un'unica visita.
Quando si raccoglie lo zafferano in Abruzzo?
La raccolta sull'altopiano di Navelli inizia tradizionalmente il 4 ottobre, festa di San Francesco, anche se negli anni più secchi la fioritura si sposta verso metà mese. I fiori vengono colti a mano nelle prime ore del mattino.
Dove si possono trovare i tartufi in Abruzzo in autunno?
Il tartufo bianco è particolarmente diffuso lungo i fiumi Trigno e Sangro, nella provincia di Chieti e nei boschi nei pressi di Pizzoferrato, Roseto e Quadri. In Abruzzo si contano complessivamente 28 varietà di tartufo.
Dove si può assistere alla vendemmia in Abruzzo?
Settembre e ottobre sono i mesi della vendemmia in tutta la regione, dalle colline intorno a Villamagna, dove la famiglia lavora dal 2011, fino alla denominazione DOC per i vini prodotti con almeno il 95% di uve Montepulciano, e alla campagna affacciata sull'Adriatico.
Dove si può partecipare alla raccolta delle olive in Abruzzo?
Quasi tutte le famiglie possiedono degli ulivi. Ma uno dei borghi più famosi per la raccolta delle olive è Loreto Aprutino.
A Loreto Aprutino, sulle colline interne vicino a Pescara, l'olio d'oliva viene prodotto da generazioni a partire dalla varietà autoctona Dritta, dominante nella zona. La raccolta manuale e la frantumazione entro 24 ore sono parte integrante di una filiera corta che caratterizza l'intera area.





